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Una partita di scacchi passa attraverso tre fasi: la prima, quando sperate di essere in vantaggio, la seconda, quando siete certi di avere un vantaggio, e la terza... quando vi rendete conto che state inesorabilmente perdendo la partita! (Savielly Tartakower)

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Puntuali come sempre vi proponiamo il resoconto del torneo di Grumolo delle Abbadesse che ha visto dei nostri ragazzi e adulti presenziare all'evento. Il resoconto questa volta è del nostro inviato Daniele. Mettetevi comodi e buona lettura ...

  

Domenica 9 novembre 2014, poteva sembrare una comune domenica autunnale, ed invece il mondo scacchistico era in fervente agitazione.

 

Mentre in Russia, a Sochi, si disputava gara 2 del campionato mondiale tra Carlsen e Anand, con il norvegese che portava a casa una brillante vittoria, ed in contemporanea a Mosca, nel torneo in memoria del grande campione del passato Tigran Petrosian, un dominante Alexander Grischuk si divorava Leko, a Vancimuglio, frazione di Grumolo delle Abbadesse in provincia di Vicenza, aveva luogo il Gran Prix del Veneto nella sua quarta tappa, con un cospicuo numero di rappresentanti del circolo di Sarcedo pronti a dare matto a chiunque avesse osato sedersi davanti a loro alla scacchiera nei 5 turni previsti (30 minuti a testa per il torneo A e Open, 15 minuti a testa per il torneo B).

 

Il torneo, molto ben organizzato, si è svolto in una sala bella, pulita, spaziosa, e ben ordinata, di un hotel della zona. Era suddiviso in tre categorie, il torneo A ed il torneo B per i giovani giocatori, valevole anche per il punteggio del G.P. del Veneto, ed il torneo Open, amatoriale (anche se con giocatori di notevole levatura, svariati prima nazionale e alcuni candidati maestri), con giocatori di tutte le età.

 

Dopo le formalità tecniche di iscrizione, alle ore 10,15, gli orologi digitali hanno iniziato il loro countdown e nelle scacchiere i pedoni e i pezzi pesanti hanno iniziato a marciare in spietati combattimenti sulle 64 caselle bianche e nere.
Narrerò in apertura le vicende del torneo A, dove due giovani del circolo di Sarcedo, Davide Sella, vincitore del torneo classificandosi primo assoluto, e Mattia Pasin classificatosi undicesimo, si sono distinti in mezzo agli altri 26 concorrenti con due prestazioni eccellenti, meritando il plauso degli addetti ai lavori.

 

Il torneo di Davide è una performance da schiacciasassi, che lo porta ad essere imbattuto a fine match, pattando una sola partita al secondo turno con il secondo classificato finale, e riservando il meglio all’ultimo turno, dove con 3.5 punti parimerito con altri due giocatori, giocando in seconda scacchiera, riesce a vincere la partita ed il torneo in solitaria, dato che i due contendenti in prima scacchiera pattano la partita.

 

Il torneo di Mattia è altrettanto degno di nota, essendo uno dei più giovani giocatori alla scacchiera, riesce a finire con 3 punti su 5, ripentendo la ottima prestazione fatta al torneo precedente nel mese di ottobre. Il ragazzo rimane concentrato, e con grande abilità sceglie le mosse vincenti che lo rendono felice, con grande soddifazione anche per la mamma e papà (di cui poi narreremo la propria grandissima prestazione) presenti a sostenerlo.

 


In conseguenza di queste due ottime performance, Davide viene promosso a Falco e si qualifica per la finale nazionale under 16, nonchè si porta a casa come primo premio una coppa di dimensioni da fare impallidire i trofei dei professionisti di qualsiasi altro sport. Mattia invece fa un salto di categoria e viene promosso a Sparviero.

 

Nel torneo B, la giovane Lucrezia Fantin, giocatrice del circolo di Sarcedo, si mette in luce con una prestazione fenomenale che la porta ad essere terza nella graduatoria finale a 3.5 punti, e le consente di vincere meritatamente la coppa come prima classificata delle Rondini. Anche per lei una grandissima prova alla scacchiera, perdendo solo con il secondo classificato finale, ma il resto sono tutte belle vittorie e una patta.

 


Dopo avere esposto le vicende riguardo le giovani leve, ora volgiamo a narrare gli eventi dei senatori del circolo di Sarcedo, quei giocatori che dopo anni e anni di gioco, sono ancora presenti e lucidi come non mai ogni volta che si siedono davanti ad una scacchiera, pronti a sfoderare qualche nuova variante, o qualche vecchio trucchetto che possa risultare vincente.

 

Al primo turno è subito “derby” : Maino, col bianco si trova di fronte Manfrin, lo scontro è duro e senza esclusione di colpi, ma alla fine è il bianco ad avere la meglio ed a portare a casa la vittoria.
Degli altri giocatori del circolo, solo Maragno col nero riesce a portare a casa la vittoria, gli altri tre (io, Pasin senior, e Sella senior) vengono sconfitti. Questo è il tipico momento in cui si vuole dimenticare il detto: chi bene comincia è a metà dell’opera.


Al secondo turno un altro scontro “in casa”; mi trovo a giocare contro Sella senior (il padre di Davide), il quale piano piano, riesce ad incrementare il vantaggio, fino a conquistare un cavallo e ad avere una ottima posizione, tuttavia manca la sequenza di mosse giusta, e mi concede una combinazione da salvataggio in corner il quale porta ad una patta (poichè la stessa posizione si è ripetuta tre volte nel corso della partita), anche se analizzando la partita ex post, avrebbe potuto sottrarre il re all’attacco della mia regina, e continuare la partita vittoriosamente. Sebbene patta, il vincitore morale della partita era lui.

 

Nelle altre partite del secondo turno, Manfrin si rimette subito in sesto con una vittoria, e Maragno lo imita, chiudendo imbattuto le partite della mattinata.
Maino e Pasin, invece soffrono e devono cedere le armi agli avversari.

 

Dopo i primi due turni, c’è la pausa pranzo, ed i giocatori si rifocillano e recuperano le energie per affrontare i tre intensi turni pomeridiani, dove i giochi si fanno sempre più duri.
Nel terzo turno, in prima scacchiera c’è Maragno, fino ad allora a pieni punti, il quale purtroppo viene sconfitto dal vincitore finale del torneo.

 

Pure io perdo, sebbene con un vantaggio notevole (due pedoni in più e la qualità) ma il tempo è un fattore importante negli scacchi e se scade, la partita è persa. Anche Sella padre perde, ancora una volta non riuscendo a convertire in punto il grande vantaggio accumulato nella partita, e sciupando tutto con una sequenza di mosse poco corrette.

 

Manfrin, Maino vincono, come pure Pasin senior, il quale rigenerato da questa vittoria, inizia la sua cavalcata inarrestabile fino alla fine del torneo (infatti non perderà più e chiuderà a 3 punti su 5).
Nel quarto turno Sella ottiene la prima vittoria, riuscendo a concretizzare in punto la posizione di dominio sulla scacchiera.

 

Maino, Manfrin e Maragno, si scontrano contro i tre rappresentati della famiglia Gennari (padre e due figli, tutti e tre ottimi giocatori), ma solo Manfrin ne esce vittorioso.

 

All’ultimo turno un altro scontro tra i titani del circolo, Maino sfida Pasin, quest’ultimo reduce da due vittorie e sulla cresta dell’onda riesce a dare scacco matto con la regina e la torre al re del primo.

 


Manfrin, in seconda scacchiera con 3 vittorie su 4 partite cercava di concludere in bellezza il torneo, ma doveva arrendersi di fronte ad uno dei Gennari (candidato maestro) e Maragno, dopo la brillante mattinata, nei turni pomeridiani non riesce a trovare più le mosse vincenti con la consueta facilità, e pure nell’ultimo turno cede la vittoria all’avversario.

 

Sella perde e pure io, contro un agguerritissimo giovane vicentino (non avrà avuto più di 13 anni) sono costretto a dichiararmi sconfitto.

 

Riassumendo il torneo, Manfrin si piazza 9° con 3 punti, e Pasin senior lo insegue in decima posizione con altrettante vittorie, che gli consentono di vincere la coppa come primo dei non classificati (dato che tutti gli altri che lo precedono in classifica sono iscritti alla federazione e perciò con punteggio elo).

 

Maragno finisce in 14esima posizione mentre Maino in 16esima entrambi con 2 punti. Sella padre si prende la 19esima posizione con 1.5 punti. Chiudo le fila io in 21esima posizione su 24, con un misero punto su 5.

 

Il torneo è stato molto divertente e ben organizzato, con giocatori concentrati e agguerriti, pronti a non concedere nulla all’avversario e a capitalizzare ad ogni minimo errore o mossa poco corretta. D’altro canto, non bisogna mai avere pietà sulla scacchiera.

 

Lasciandoci alle spalle questa bella esperienzae guardando al futuro, sabato 15 novembre ci sarà un altro torneo nella biblioteca di Thiene (lampo, con 15 minuti a testa), dove sicuramente ci saranno giocatori in grande forma, pronti a combattere duramente per uscire trionfanti da ogni partita.

 

 

Ognuno è invitato.

 

  

 

 



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2015 Benacchio Massimo

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Content  By Gianluca Grotto